,
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|
(Deutsch:
Macht,
empowerment,
die
stärkung, leistungsfähigkeit,
English:
capacity,
power,
strength,
Español:
capacidad,
potenciación,
Filipino/Tagalog: kakayahan,
pagpapalakas,
Français:
capacité,
empowerment,
Italiano: capacità,
empowerment,
Kiswahili:
uwezo,
Português:
capacidade,
fortalecendo,
Romãnã: capacitate,
Pyccкий:
paзвития,
Somali: awooda)
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| Aiutare
i poveri o i bisognosi è un valore universale, diffuso in tutte le maggiori
confessioni religiose. Ma ci sono tanti modi di donare. |
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Se
i vostri doni rendono le persone che li ricevono dipendenti
da
voi, non servono perché non le aiutano a rafforzarsi o a diventare autosufficienti. |
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| Se
date delle monetine a un mendicante che incontrate per strada, lo educate
a diventare sempre più mendicante. |
. |
Se
invece il vostro aiuto è ben strutturato e permette a colui che lo riceve
di diventare più forte (vedi la storia di Maometto e la corda in
Storie),
diventa un dono molto più utile. |
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...
| La
celebrazione è una felice presa d’atto di un evento, un evento che di
solito modifica lo status di una persona o di una cosa. Un celebrazione
è una festa pubblica. |
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Per
un operatore sociale, la celebrazione del compimento di un progetto comunitario
è un momento importante dell’empowerment, in quanto viene pubblicamente
riconosciuto il successo della comunità rispetto al proprio sviluppo. |
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| Potenzialmente,
nel nostro lavoro la collera è l’emozione più pericolosa ––
come l'affrontiamo. In quanto esseri umani noi proviamo emozioni, e la
collera non è altro che una di queste emozioni. È normale arrabbiarsi,
fa parte della nostra condizione umana. Non dovremmo sentirci in colpa
o in imbarazzo quando proviamo l’emozione della collera. La collera in
sé è un’emozione umana normale. Dobbiamo accettare il fatto che ci
arrabbiamo, quando questo succede. |
... |
Il
nostro modo di comportarci quando siamo arrabbiati, tuttavia, può condizionare
il nostro lavoro, sia che ci stiamo occupando di riattivare una comunità,
coordinare dei volontari o gestire uno staff. Quando un cliente, un volontario,
un membro dello staff o della comunità commette un errore, soprattutto
se si tratta di un errore che può condizionare il nostro lavoro, siamo
tentati di esternare la nostra collera, nel momento preciso in cui dovremmo
invece mostrare calma
e sangue freddo. |
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| Quando
vediamo qualcuno commettere un errore che si ripercuote sul nostro lavoro,
dobbiamo ammettere che ciò ci fa arrabbiare e che è nostra responsabilità
affrontare la collera. La cosa migliore da fare nell’immediato è uscire
per fare due passi. Se non ne abbiamo il tempo, dovremmo almeno spostarci
in un’altra stanza senza far trasparire la collera in modo da lasciarla
svanire, allontanandoci dalla vista di coloro che ci hanno fatto arrabbiare. |
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Poi,
nel momento in cui la collera è sotto controllo, possiamo affrontare in
maniera più efficace la questione o l’evento che l’ha suscitata. Che
sia un errore di un cliente, di un volontario, di un membro dello staff
o della comunità, possiamo agire di conseguenza, come descritto nella
parola chiave Errore. Questa
azione è efficace solo se intrapresa quando siamo calmi, tranquilli e
composti. |
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| La
parola "comunità" viene utilizzata nei contesti più svariati. |
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I
biologi parlano di comunità nel senso di una pluralità di individui appartenenti
alla stessa specie o a specie diverse che vivono, competono, cooperano
per costituire un insieme più ampio. |
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| Dall’avvento
di internet e delle tecnologie dell’informazione, gruppi di persone che
spesso condividono lo stesso interesse crescono assieme e comunicano tramite
l’elettronica, indipendentemente dai confini geografici. |
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Nella
collana formativa di questo sito proponiamo una definizione più ortodossa
di comunità, nel senso di una comunità di esseri umani normalmente delimitata
da confini geografici (tranne nei casi delle comunità nomadi per i quali
i confini possono essere più estesi), ad esempio le comunità che vivono
nei quartieri rurali che circondano i grandi insediamenti urbani fino ai
più remoti villaggi rurali. Vedi Habitat. |
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| Una
comunità non è solo un assembramento di individui. È un organismo che
li ricomprende e che genera cultura,
tramite interazioni tra le persone; ciò che è oggetto di apprendimento.
Ha sei dimensioni: tecnologia, economia, potere politico, modelli sociali,
valori condivisi, valori e idee. Non si trasmette biologicamente, bensì
attraverso l’apprendimento. |
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Come
un albero o una qualsiasi altra forma di vita che trascende i singoli atomi
che la compongono, gli esseri umani vanno e vengono in un ciclo che comprende
nascite, morti, emigrazioni, e continueranno sempre a vivere e moltiplicarsi.
Il processo non avviene mai in maniera omogenea, anzi è fatto di lotte,
schemi, competizione e conflitti. Una comunità è un insieme ben più
grande della somma delle proprie parti. Vedi "Cos'è
una Comunità." |
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| (Deutsch:
gemeinde,
English:
community,
Español:
comunidad,
Filipino/Tagalog:
komunidad,
Français:
communauté,
Italiano:
comunità,
Kiswahili:
jamii,
Português:
comunidade,
Pyccкий: coобщество,
Romãnã: comunitate,
Somali: bulsho) |
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| Un
progetto o un'organizzazione è "community based" se nasce nella comunità,
se i responsabili sono membri della comunità, e se le decisioni (politiche
e operative) vengono prese dai membri della comunità. |
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Un'agenzia
o un progetto provenienti dall'esterno ma con sede nella comunità non
possono giustamente definirsi community based. Nemmeno il fatto di consultarsi
con i leader di comunità li rende community based. |
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| C'è
una grande differenza tra le accezioni community-based e community-located
Se un'agenzia istituisce un servizio in una comunità (es. una clinica,
un programma IG), ciò è community-located. |
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Perché
un'attività, una costruzione, un servizio o un'organizzazione possano
definirsi community-based in maniera appropriata, la scelta e il controllo
devono avvenire nella comunità nel suo insieme (e non solo da parte di
alcuni gruppi). Ciò che conta è che la decisione sia community-based,
ovvero che le decisioni siano prese dentro e dalla comunità. |
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| Quando
un’agenzia di sviluppo o un ente di beneficenza si consultano con i leader
o i rappresentanti della comunità, spesso chiedono se alla comunità serve
un progetto. È probabile che la risposta sia "Sì." L’agenzia
può allora riferire alla propria direzione o ai relativi benefattori che
vi è stata partecipazione comunitaria. Ciò è scorretto. |
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Invece
si è trattato di consultazione, non di vera partecipazione della comunità
nella decisione, scelta e pianificazione del progetto a partire dalle proprie
priorità (in opposizione alle priorità dell’agenzia). |
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| Certe
persone confondono il concetto di partecipazione con il concetto di contributo.
Molti, all’udire l’espressione partecipazione della comunità.
ritengono
voglia dire contributo della comunità. Si limitano a pensare
al lavoro materiale fornito dai membri della comunità per lo svolgimento
del progetto. |
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Purtroppo
in passato si sono verificati diversi casi di sfruttamento dei membri della
comunità, trattati come servi o schiavi costretti a fornire lavoro (o
altre risorse, come ad es. terra, cibo). La metodologia promossa
da questo manuale è esattamente il contrario. Qui partecipazione significa
partecipazione alle decisioni, non semplice fornitura di risorse.
Vedi contributo della comunità. |
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| Contributo
della comunità: |
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| Quando
puntualizziamo che la partecipazione della comunità è altra cosa rispetto
al contributo della comunità (sebbene molti, erroneamente, pensino il
contrario), allo stesso tempo siamo consapevoli che servono entrambe
le condizioni. |
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Mentre
partecipazione della comunità indica il processo decisionale necessario
per rendere qualsiasi attività community based, il contributo comunitario
è necessario per far sì che i membri della comunità, invece di essere
semplici beneficiari, si sentano coinvolti in un progetto investendo del
proprio. |
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| È
importante che almeno il cinquanta percento degli input di un progetto
comunitario che noi sosteniamo provenga dalla comunità stessa. All’inizio
ciò è spesso vissuto con ansietà e disperazione da molti membri della
comunità. Poi spieghiamo loro che il lavoro collettivo donato volontariamente
va quantificato equamente; così facendo, essi si sorprenderebbero dall’enorme
valore che si aggiungerebbe agli input comunitari. |
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Spieghiamo
che il tempo speso dai membri della comunità, soprattutto da parte dei
membri dei comitati direttivi incaricati di definire e programmare il progetto,
sono offerte di competenze direzionali e manageriali, di tempo e lavoro.
Il lavoro volontario dovrebbe essere quantificato equamente. Inoltre, spieghiamo
che anche il valore dell'offerta di sabbia e polvere è spesso sottostimato,
e invece andrebbe riconosciuto e preventivato equamente come input della
comunità. |
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| Costruzione
della capacità: |
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(Deutsch:
leistungsaufbau;
leistungsentwicklung,
English:
capacity
development, Español:
desarrollo
de la capacidad, Filipino/Tagalog; paglilinang
ng kakayahan, Français: renforcement
des capacités, développement
des capacités, bâtiment
de capacité, développement
de capacité, fortifier
de la communauté, हिन्दी (Hindi): षमता विकास,
अधिकारिकरण,
Italiano:
sviluppo
della capacità, Kiswahili:
kujengea
uwezo,
Português: desenvolvimento
de capacidade, Romãnã: dezvoltarea
capacitatii, Somali: awoodsiinta)
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...
| Una
delle cose più importanti e sagge da imparare è che criticare qualcosa
di sbagliato di solito non serve per sistemare o correggere il problema.
Invece, il più delle volte non fa altro che peggiorarlo. |
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Perché?
Perché gli esseri umani si sentono minacciati e attaccati se qualcuno
li critica. La critica riduce il livello di fiducia e di autostima. Se
qualcuno ci critica ci mettiamo sulla difensiva e invece di correggere
l’errore, tendiamo a difenderlo. |
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| Quando
lavoriamo per attivare una comunità, coordinare dei volontari o dirigere
uno staff, dobbiamo imparare ad attenderci degli errori ed essere pronti
ad affrontarli in modo tale da sostenere comunque i nostri scopi. |
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Manifestare
la collera che proviamo, criticare la persona che ha sbagliato ci può
servire per sfogarci, poi però paghiamo un prezzo alto per il nostro sollievo.
Confrontate le parole chiave: Errori,
Collera,
e Sandwich, e cercate dei modi
per correggere gli errori senza esprimere delle critiche negative. |
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| Più
che un insieme di canti e danze, la cultura, secondo le scienze sociali,
è un sistema sociale complessivo, la somma di tutti gli atteggiamenti
e i comportamenti appresi, consistenti in sistemi socio-culturali afferenti
a sei dimensioni: tecnologica,
economica,
politica,
interattiva,
ideologica
e valoriale. |
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L'unità
di base della cultura è il "simbolo". La cultura non è genetica; si trasmette
mediante simboli comunicativi. A volte viene definita "super
organismo", perché si compone di sistemi che trascendono le entità
biologiche, gli esseri umani che costituiscono e portano in sé la cultura. |
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