LE
QUATTRO DOMANDE CHIAVE
nella
Direzione e nella Pianificazione
tradotto
da Gualtieri Alberto
Dedicato
a Gert Lüdeking
Linee
Guida
Cosa
vogliamo?
Cosa
abbiamo?
Come
utilizzare ciò che si ha per ottenere ciò che si vuole?
Quale
sarà il risultato?
Il
Nucleo Essenziale della Direzione e della Pianificazione:
Dirigere,
come attività, significa prendere decisioni e risolvere problematiche. Le risposte essenziali
alle questioni di direzione e pianificazione possono essere trovate nelle quattro domande chiave.
Queste
quattro domande sono: "1. Cosa vogliamo? 2. Cosa abbiamo? 3. Come utilizzare ciò che si ha per ottenere
ciò che si vuole? 4. Cosa accadrà quando lo otterremo?" Se guardiamo attentamente, sono le quattro
domande incluse (forse distinte per quanto riguarda la loro elaborazione) in ogni documento riguardante
la progettazione ed il cosiddetto "brainstorming".
Se
i problemi vengono risolti solamente dopo che nascono e diventano pressanti si parla di "direzione
per la crisi" ed è meglio di una non-direzione dopo tutto. Se, al contrario, dei chiari obiettivi
vengono identificati, e le azioni richieste per raggiungere questi obiettivi sono chiare e portate
a termine si parla di "direzione per obiettivi." Potenzialmente si possono prevedere i problemi
e risolverli prima che nascano. La direzione per obiettivi è, di fatto, più efficace e meno stressante
di quella "per crisi."
Sia
che il gruppo da sviluppare sia piccolo o grande, sia che sia strutturato come una comunità o che
abbia una organizzazione vaga, la sua capacità sarà migliorata se si cerca di dare una risposta
a queste quattro domande.
Se
non ci fossero problemi non si dovrebbero risolvere e non ci sarebbe bisogno di una direzione degli
stessi. Ci sono sempre problemi: è la vita. La direzione è troppo importante per essere lasciata
ai "direttori"; deve diventare una responsabilità di tutti. Se così fosse, tutti dovrebbero essere
a conoscenza di queste quattro domande: e tutti dovrebbero contribuire a fornire delle risposte.
Cosa
Vogliamo?
"Qual
è il problema principale che deve essere risolto?" La domanda "Cosa vogliamo?" rispecchia la descrizione
del problema ed, inoltre, gli obiettivi e le mete che ci si pone per ottenerne la soluzione. Utilizzando
una metafora geografica si può anche dire "Dove vogliamo arrivare?"
L'organizzazione
o la comunità deve avere una visione comunitaria di ciò che vuole. Non deve essere nulla di fisico,
come una latrina o l'elettricità; potrebbero essere delle nuove leggi, dei nuovi atteggiamenti
verso l'esterno, una più chiara conoscenza dell'esterno stesso, un cambiamento di abitudini,
una nuova organizzazione, aumentare il profitto di una organizzazione commerciale, salari migliori
per i membri, il cambiamento dei metodi o della partecipazione dei membri all'interno di una organizzazione
no-profit, o qualunque obiettivo che implica un miglioramento (ad esempio la qualità della vita)
per tutto il gruppo.
Gli
obiettivi e le mete dovrebbero essere identificati in tutti i progetti e documenti di pianificazione;
questo è generalmente ben noto. Dovrebbero inoltre essere scelti, capiti e approvati per consenso
da tutti i membri del gruppo, comunità od organizzazione, nelle attività quotidiane.
Nella
direzione formativa delle comunità la domanda "Cosa vogliamo?" deve essere risolta dalla comunità
per intero, non da un solo uomo, non da un solo erudito o da persone di rilievo, ma da tutta la comunità,
per consenso.
Cosa
Abbiamo?
La
domanda "Cosa abbiamo?" identifica le risorse e i potenziali imput che possono essere usati per
raggiungere gli obiettivi e le mete preposte. Una metafora geografica può essere "Dove siamo ora?"
Ciò comporta che la situazione corrente deve essere osservata, analizzata e discussa. (Questo
è chamato "analisi della situazione"). Implica l'ottenimento di una chiara analisi di tutte le
risorse, delle perdite, dei vantaggi e degli svantaggi (potenziali e realizzati), e una valida
e verificabile immagine della situazione.
Nella
direzione formativa delle comunità, questo tipo di identificazione è meglio ottenibile in incontri
in cui anche la parte più silenziosa è incoraggiata ad esprimersi e a partecipare, perchè ci sono
enormi risorse in ogni comunità, anche le più povere, che sono nascoste ed in genere non così ovvie.
Un abile coordinatore è un grado di identificare, dall'incontro con una comunità, molteplici
risorse nascoste.
Forza
lavoro ed esperienza possono essere incluse nella risorse (come energia umana pronta per essere
impiegata nelle attività), terreno e spazi che posso essere la base delle attività, denaro (tramite
finanziamenti, vendite, donazioni o altre risorse). Il capitale (equipaggiamento che potrà
essere riutilizzato e strumenti di lavoro) può facilmente portare avanti l'attività, mentre
le risorse umane intellettuali (come informazioni, abilità particolari, esperienza, capacità
analitiche, creatività) sono spesso un contributo importante dato dagli anziani, dai disabili
o dai socialmente alienati spesso non considerato.
L'analisi
della situazione significa osservare attentamente ed in modo completo delle condizioni presenti
in modo da stabilire cosa sarà in grado di contribuire ad ottenere lo scopo prefissatosi e cosa meno.
Come
utilizzare ciò che si ha per ottenere ciò che si vuole?
La
domanda "Come ottenere ciò che si vuole con ciò che si ha?" è la strategia del metodo di direzione.
Come ottenere "B" da "A". Ci sono spesso modi diversi per combinare le risorse disponibili e le risorse
intellettuali (menzionate sopra) possono essere impiegate per identificare diverse strategie
e scegliere la più appropriata.
E'
nel metodo di determinazione su come ottenere "B" da "A" che la comunità, guidata da una guida appropriata,
deve creare una strategia d'azione. Il piano scritto includerà la risposte alle quattro domande.
La parte creativa, innovativa e analitica del lavoro genererà diverse possibili strategie e sceglierà
le più attuabili tra le stesse.
Anche
qui c'è la possibilità di organizzare o riorganizzare il metodo di decisione e di azione. Vedi organizzare.
Se si tratta di un gruppo di individui non organizzati, allora, in moda da ottemperare agli obiettivi
postici la strategia si devi indirizzare nella metodologia per la quale essi riescano a costituirsi
come un gruppo organizzato e capace di portare a termine le attività necessarie.
Se
il gruppo, organizzazione o comunità, è già organizzata in un qualche modo, i suoi membri, aiutati
da un coordinatore, devono chiedersi se l'organizzazione corrente è il metodo migliore per raggiungere
le mete che ci si è posti e se non deve essere considerato un cambio di struttura. Per un coordinatore
di comunità compiere della direzione formativa è l'opportunità di guidare una comunità nella
formazione o ri-formazione di se stessa in moda da renderla più efficace ed in grado di ottenere
ciò che vogliono con ciò che hanno.
Cosa
accadrà quando lo otterremo?
E'
importante che prima di effettuare qualsiasi azione il gruppo faccia delle previsioni realistiche
riguardo al risultato che porterà la strategia che si intraprenderà. Sicuramente ci saranno delle
conseguenze inaspettate ma bisogna fare ogni sforzo possibile per identificare tutte le conseguenze
possibili in moda da evitare sorprese.
E'
qui che il gruppo deve essere a conoscenza dell'importanza della supervisione. Non si può guidare
una bicicletta con gli occhi bendati. L'intera azione deve essere intrapresa monitorando ogni
atto compiuto e le sue conseguenze che devono essere riportate al gruppo intero.
La
domanda "Cosa succederà quando lo otterremo?" pone sul piano la previsione dell'impatto delle
azioni che si svolgeranno. Tutto ciò può essere espanso alle questioni interne alla comunità e
a come le azioni intraprese la influenzeranno (fisicamente ed intellettualmente).
Conclusioni:
Queste
quattro domande devono essere usate dai lavoratori sul campo come base per l'organizzazione,
la riorganizzazione del gruppo. Allo stesso modo posso essere utilizzate dai direttori formativi
per organizzare o riorganizzare un team di gestione. Un coordinatore può utilizzarle per organizzare
il gruppo dei lavoratori sul campo. Insieme sono la base per costruire e gestire le capacità e la
forza dei partecipanti.
Nella
direzione formativa delle comunità, il nucleo delle quattro domande deve essere posto all'attenzione
della comunità stessa quando vengono decise le priorità, quando il comitato esecutivo del CBO
si riunirà per decidere i dettagli dell'azione che verrà intrapresa. Se si guarda attentamente
si noterà che le quattro domande si nascondono anche in due documenti: il brainstorming e la progettazione.
Sia
che vengano richieste per per organizzare una cooperazione commerciale, o nella gestione dell'incontro
tra i capi di comunità benestanti (o, in questo contesto, nel miglioramento della vita di comunità
a basso rendimento), costituiscono il nucleo essenziale della gestione.
Questa
non è direzione formativa per direttori. Questa
è direzione formativa per tutti.
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––»«–– Ultimo aggiornamento: 15.04.2009
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